Quaranta anni dopo Ustica

Consiglio vivamente ai miei lettori di leggere l’articolo pubblicato da Gaetano Sinatti sul sito clarissa.it in merito alla tragica vicenda di Ustica, del 27 giugno del 1980, quando venne abbattuto l’aereo civile Dc-9 Itavia con a bordo 81 nostri concittadini.

L’articolo non va per il sottile: ma, oltre al riepilogo di alcuni dati essenziali, che occorre conoscere, punta al nocciolo della questione, vale a dire le ragioni del silenzio della classe dirigente italiana sul riconoscimento delle responsabilità delle potenze “alleate” che siamo oggi ragionevolmente certi abbiano operato quella sera in assetto di guerra, senza mai aver spiegato cosa sia accaduto.

Si tratta di un altro caso in cui la verità storica è ampiamente documentata, ma lo Stato sedicente democratico non ha mai ritenuto di prendere una posizione pubblica nei confronti dei responsabili, che ad esso sono pure ben noti, come dimostrano le parole, fra le altre, di un Francesco Cossiga, egli pure come sempre mafiosamente allusivo.

Non mancano i riferimenti all’attualità, in particolare al destino della Libia e di Gheddafi, obiettivo dell’azione di guerra del 27 giugno 1980: una questione in cui nuovamente l’Italia si trova oggi in estrema difficoltà.

Un articolo quindi che ci sollecita, per chi già non lo faccia, ad una meditazione accorata sulla storia del nostro popolo dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

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