Flussi Mediatici

Le informazioni che dominano la televisione ed i giornali sono oggi concentrate sulla pandemia: qui avremmo bisogno tutti di un’analisi più puntuale delle cifre – distinguendo contagiati da malati, decessi attribuiti con certezza al virus da quelli dovuti a più tradizionali malattia del sistema respiratorio (una della causa principali di morte in Italia ben prima del virus).

Da poco, al rincorrersi delle cifre, si è aggiunta la questione dei vaccini, destinata a dominare nei prossimi mesi: anche qui avremmo bisogno di capire informazioni che non si trovano facilmente. Che incidenza avranno questi vaccini sul sistema immunitario umano? Le sperimentazioni hanno avuto il tempo richiesto dai protocolli fino ad ora seguiti? Dovranno essere ripetuti per ogni stagione, come quelli influenzali? Quanto guadagnano le aziende produttrici? Che controlli verranno effettuati? Cosa verrà brevettato? I Paesi meno ricchi accederanno a questi rimedi?

Tutto questo a prescindere dal fatto che si sia o meno convinti della pericolosità del virus e della validità dei vaccini in sé: non è questione da poco (è il caso di ricordare che Alfred Edgar Wallace, il naturalista cui lo stesso Darwin riconobbe un ruolo fondamentale nell’elaborazione dell’evoluzionismo, sostenne cifre alla mano che il vaccino contro il vaiolo non aveva affatto avuto i risultati che venivano proclamati al suo tempo).

Ma “la storia” va avanti impavida: l’economia americana, Covid o non Covid, segna impressionanti progressi (perché?), l’Asia ha dato prova di una capacità di gestire le crisi globali che deve farci riflettere, in Medio Oriente la questione Iran, quella siriana e quella israelo-palestinese sono sempre all’ordine del giorno – ma passano inosservate.

Attenzione, una distrazione globale dovuta al virus globale potrebbe costare cara nei prossimi anni, forse per decenni.

Mai come ora il mainstreaming sempre più gestito da un pugno di aziende e di uomini ostacola la piena consapevolezza di quello che accade. Non resta che affacciarsi alle pagine di Internet, ma soprattutto documentarsi, riflettere, discutere, senza cadere né nella paura né nella rassegnazione.

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