comunicazione, ICT, istruzione, tecnologia

Un libro per crescere nell’era digitale

Le ICT e le responsabilità degli adulti

Ho il piacere di dire che ho contribuito con entusiasmo ad una coraggiosa operazione editoriale di un editore a cui sono particolarmente affezionato, e non solo perché ha stampato due miei lavori.

Edilibri di Milano ha infatti pubblicato da qualche settimana il bel libro di Giorgio Cappellani, Crescere nell’era digitale, con prefazione del medico Sergio Maria Francardo, e un’appendice che comprende un’importante intervista alla neurologa tedesca Gertraud Teuchert-Noodt ed un mio breve articolo “La missione della scuola nell’era digitale”. Continua a leggere

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economia, lavoro, triarticolazione dell'organismo sociale

Il debito vale tre volte il lavoro mondiale

Siamo distratti dagli echi di una campagna elettorale che evita accuratamente di toccare le questioni realmente importanti. Eppure ci sono notizie che dovrebbero davvero farci fare un salto sulla sedia: il rilievo che gli viene dato è scarsissimo. Molto più inquietante del fatto che nel web girino colossali bugie, è che non si dia il giusto rilievo alle notizie veramente importanti, quelle che ci riguardano tutti.
Quanti di noi per esempio hanno letto che nel 2017 il debito globale mondiale ha raggiunto i 233mila miliardi di dollari? Lo documenta l’Institute of International Finance (IIF), un organismo internazionale nato nel 1983 che raccoglie oggi 420 fra le maggiori banche e società finanziarie a livello globale, dislocate in oltre 70 Paesi. E vuol dire che il debito globale nel mondo vale tre volte il valore dell’economia mondiale, precisamente il 318% del PIL globale, con un aumento di 16mila miliardi di dollari rispetto all’anno precedente. Continua a leggere

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geopolitica, politica internazionale

Israele e Usa uniti contro l’Iran da un accordo strategico politico-militare

Il processo di destabilizzazione del Medio Oriente continua a tappe forzate. Dopo l’esplosiva dichiarazione del presidente statunitense Trump su Gerusalemme il 6 dicembre, che ha riportato tensione scontri e vittime in Palestina, Channel 10 ha dato notizia che lo scorso 12 dicembre sarebbe stato siglato a Washington un accordo al livello dei più alti alti funzionari della sicurezza nazionale statunitensi ed israeliani, formalmente rivolto a contrastare lo sviluppo del programma nucleare iraniano.
L’accordo sarebbe stato formalizzato dal Consiglio di sicurezza nazionale Usa (NSC, organismo deputato alla elaborazione della strategia politico-militare americana) nella forma di un documento quadro informale, in linea con quanto affermato lo scorso 13 ottobre dal presidente Trump in merito alla volontà della sua amministrazione di non riconfermare l’adesione nordamericana all’accordo raggiunto nel 2015 a livello internazionale sul programma nucleare iraniano. Continua a leggere

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conflitti, politica internazionale

“Potenze revisioniste” e ordine internazionale Usa

La destabilizzazione della pace mondiale sta proseguendo a ritmo accelerato da parte dell’amministrazione Usa. Dopo la decisione di affermare Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, che ha già infiammato gli animi in tutta la Palestina, pochi giorni fa è stata confermata la decisione americana di fornire 210 missili anticarro FGM.148 Javelin alle forze armate ucraine: si tratta di un’arma che accresce il potenziale militare della repubblica Ucraina, mettendola in condizione di sviluppare con assai maggiori possibilità di successo il conflitto contro le regioni separatiste filo-russe del Donbass e Lugansk. Una tipica guerra a bassa intensità, soprattutto mediatica, che però, dal 2014, ha mietuto già oltre 10mila vittime tra civili e militari – rendendo sempre più precario l’accordo per una sospensione delle ostilità stipulato a Minsk nel 2015 grazie alla mediazione di alcuni Stati europei. Continua a leggere

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geopolitica, politica internazionale, storia

I cento anni di guerra del sionismo, da Balfour a Trump (1917-2017)

Lo scorso 2 novembre ricorrevano i cento anni dalla Dichiarazione Balfour, evento che ha marcato indelebilmente la storia dell’intero Medio Oriente contemporeaneo, poiché con quest’atto politico-diplomatico il governo inglese aprì la strada, sotto la pressione del movimento sionista, collegatosi ai vertici del potere britannico e statunitense nel corso della Prima guerra mondiale, alla nascita dello Stato ebraico, realizzatasi poi pienamente nel 1948.

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Italia, storia

Venti tesi sulla strategia della tensione

Questo documento di lavoro, a firma G.S., è comparso sul sito clarissa.it, al quale collaboro da tempo: lo propongo come stimolo alla discussione.

 

I punti di vista che vengono qui pubblicati sintetizzano i risultati di una ricerca storica oramai consolidata nel corso degli ultimi venti anni.
Tuttavia riteniamo utile proporli in modo estremamente sintetico e riassuntivo, per costituire dei riferimenti essenziali per chi è interessato ad approfondire questo tema, fondamentale per comprendere la storia italiana e molti dei fenomeni terroristici ancora in svolgimento.
Come sempre in campo storico, riteniamo che la revisione di qualunque opinione sia sempre possibile, ma consideriamo questi punti sufficientemente vicini alla verità per poter essere oggi presentati come tesi e non più come semplici ipotesi.

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conflitti, politica internazionale, storia

Non c’è due senza tre

Con l’attacco statunitense alla base aerea siriana di Sharyat, qualsiasi speranza o timore che la politica estera americana potesse cambiare con Trump è stata cancellata, allo stesso modo di quanto accaduto con Barak Obama rispetto ai suoi predecessori.
Sono oramai diversi anni che abbiamo documentato in Medio Oriente senza pace come la politica americana nel Medio Oriente allargato conservi una linea di continuità assoluta e come essa sia in realtà dettata da centri di potere misti israelo-americani che hanno assunto il pieno controllo delle decisioni presidenziali in quest’area: uno studio appena meno che superficiale degli uomini messi anche da Trump nei posti chiave della sua amministrazione dimostra che anche nel suo caso sono gli interessi dello Stato ebraico che dettano la linea. Continua a leggere

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