geopolitica, politica internazionale

Israele e Usa uniti contro l’Iran da un accordo strategico politico-militare

Il processo di destabilizzazione del Medio Oriente continua a tappe forzate. Dopo l’esplosiva dichiarazione del presidente statunitense Trump su Gerusalemme il 6 dicembre, che ha riportato tensione scontri e vittime in Palestina, Channel 10 ha dato notizia che lo scorso 12 dicembre sarebbe stato siglato a Washington un accordo al livello dei più alti alti funzionari della sicurezza nazionale statunitensi ed israeliani, formalmente rivolto a contrastare lo sviluppo del programma nucleare iraniano.
L’accordo sarebbe stato formalizzato dal Consiglio di sicurezza nazionale Usa (NSC, organismo deputato alla elaborazione della strategia politico-militare americana) nella forma di un documento quadro informale, in linea con quanto affermato lo scorso 13 ottobre dal presidente Trump in merito alla volontà della sua amministrazione di non riconfermare l’adesione nordamericana all’accordo raggiunto nel 2015 a livello internazionale sul programma nucleare iraniano. Continua a leggere

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conflitti, politica internazionale, storia

Palestina, Siria e Iran, le crisi mediorientali si collegano?

La situazione del Vicino Oriente diventa sempre più complessa, per l’intreccio nel quale si stanno collegando le diverse aree di crisi di una regione progressivamente libanizzatasi nel corso di un decennio: per rendersene conto è sufficiente una visione di insieme, che evidenza la gravità dei rischi che si stanno qui accumulando per la pace mondiale.
Iniziamo con le ragioni per cui Israele ha improvvisamente interrotto l’operazione Pillar of Defense (più precisamente Pillar of Cloud, “pilastro di nubi”, con riferimento ad un testo biblico): a quanto pare, gli Stati Uniti si sarebbero impegnati a garantire con proprie truppe il controllo della Penisola del Sinai, il nuovo fronte meridionale che Israele ha ripetutamente indicato nel corso degli ultimi anni come una seria minaccia per la propria sicurezza, in quanto area “grigia” sfuggita al pieno controllo del governo egiziano, attraverso la quale passerebbero armi e munizioni destinate alle forze di Hamas nella Striscia di Gaza. Continua a leggere
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Israele sapeva dell’attacco dello Yom Kippur (1973)

Una vicenda giudiziaria in Israele sta fornendo interessanti materiali agli storici sulla vera dinamica dello scoppio della guerra del Kippur (6 ottobre – 24 ottobre 1973). Il procuratore generale dello Stato ebraico Yehuda Weinstein si dovrà infatti pronunciare fra pochi giorni sulle accuse che l’allora direttore del Mossad, Zvi Zamir, muove da tempo all’allora capo di Aman, lo spionaggio militare israeliano, Eli Zeira: Zamir fa carico a Zeira di avere reso pubblico il nome di Ashraf Marwan, la spia egiziana che il 5 ottobre 1973 avrebbe preavvertito gli israeliani, in un incontro a Londra con il suo contatto, Dubi Asherov, e con lo stesso Zeira, dell’imminenza di un attacco congiunto di Egitto e Siria contro Israele. Marwan sarebbe poi morto in circostanze misteriose, il 27 giugno del 2007, cadendo dal terrazzo della sua casa di Londra. Continua a leggere

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