geopolitica, politica internazionale, storia

I cento anni di guerra del sionismo, da Balfour a Trump (1917-2017)

Lo scorso 2 novembre ricorrevano i cento anni dalla Dichiarazione Balfour, evento che ha marcato indelebilmente la storia dell’intero Medio Oriente contemporeaneo, poiché con quest’atto politico-diplomatico il governo inglese aprì la strada, sotto la pressione del movimento sionista, collegatosi ai vertici del potere britannico e statunitense nel corso della Prima guerra mondiale, alla nascita dello Stato ebraico, realizzatasi poi pienamente nel 1948.

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conflitti, politica internazionale, storia

La Russia salva la pace in Medio Oriente, ma fino a quando?

La posizione della Russia in difesa della Siria sta per ora impedendo lo scoppio di una nuova guerra in Medio Oriente: occorre dirlo chiaramente.
Sicuramente ha pesato sul momentaneo rinvio di Obama l’infortunio parlamentare di Cameron in Inghilterra, che dimostra una volta di più che di per sé i popoli anglosassoni non sono affatto interessati alle politiche imperiali dei loro governi – anche se questi puntualmente li portano riluttanti alle guerre: come avvenne per la Gran Bretagna nell’agosto del 1914 e per gli Stati Uniti d’America nel 1941. Del resto Obama ha già ottenuto un assenso bi-partisan dal Senato statunitense e sta esercitando forti pressioni sui deputati per arrivare allo stesso risultato in pochi giorni.
La ragione più seria del colpo di freno del presidente statunitense sta quindi nella posizione russa: per questo, tra il 5 ed il 6 settembre, al vertice del G20 di San Pietroburgo il presidente Obama tenterà di arrivare ad un accordo con la Russia per ottenere luce verde all’attacco occidentale. Si tratta di vedere se un simile accordo sarà possibile, ora che la Russia di Putin ha dovuto prendere atto del fatto che la propria trentennale arrendevolezza alle ripetute azioni di guerra occidentali in Medio Oriente ha gradualmente eroso tutte le posizioni internazionali del grande Paese euro-asiatico, portando conflitti, missili e basi militari nordamericane praticamente lungo tutta la linea dei suoi confini, Cina esclusa. Senza con questo avere reso né più pacifico né più stabile il Medio Oriente, area che per la Russia è storicamente di importanza cruciale, come lo è per l’Europa. Continua a leggere
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conflitti, politica internazionale

Perché Israele attacca di nuovo la Striscia di Gaza?

Per chi si occupa di Medio Oriente, l’impressione è che la nuova offensiva israeliana contro Gaza non ha come scopo reale quello che le forze armate ed il governo israeliano stanno dichiarando con enfasi e che i media occidentali accettano con grande naturalezza.
Israele è infatti oggi assai meglio protetto contro i missili di quanto lo sia mai stato in precedenza: l’installazione del sistema anti-missile Iron Dome ha fornito allo Stato ebraico un ulteriore potenziamento dei propri sistemi di difesa passiva. Anche per questo, il rischio effettivo costituito dal lancio dei razzi dalla Striscia di Gaza non si è mai tradotto in un pericolo strategico per Israele, com’è dimostrato dal numero delle vittime: 21 israeliani uccisi in totale negli ultimi undici anni, rispetto agli oltre 2.300 Palestinesi uccisi nello stesso periodo.
D’altra parte Israele, dalla fine dell’operazione Piombo Fuso del dicembre di quattro anni fa, ha sempre esercitato con estrema durezza il suo controllo militare nell’area, intervenendo costantemente con sanguinosi attacchi, più o meno mirati, contro gli uomini di Hamas e delle altre fazioni, come avvenuto il 22 e 23 ottobre scorsi (7 vittime fra i palestinesi), il 10 settembre scorso (4 palestinesi uccisi) e il 5 agosto scorso (1 palestinese ucciso). Continua a leggere

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